mercoledì 16 dicembre 2009

La Novena di Natale


Sono molte le feste che sono precedute da una novena di preparazione. Fra tutte, più solenne, più commovente e più cara è la novena al Santo Natale. Essa è diventata, per così dire, compimento dell’Avvento.

Introduzione

Che cosa si intende esattamente per novena e come è stata introdotta questa pia pratica? Per novena si intende un periodo di nove giorni consecutivi, come indica il nome stesso, consacrati con preghiere e devozioni speciali in onore di Dio, della Vergine Maria, dei Santi, in preparazione di qualche solennità o per chiedere una particolare grazia. Come appare chiaramente, questi esercizi di pietà possono essere fatti sia in Chiesa, solennemente, che privatamente in casa. Sebbene vengano celebrati in Chiesa, non appartengono al culto pubblico, si tratta cioè di funzioni extraliturgiche.

Gli antichi pagani, specie i Romani, avevano l’uso di celebrare alla morte di qualcuno, per nove giorni consecutivi, i riti funebri accompagnati da sacrifici detti novendialia. I giochi funebri fatti durante questo periodo di tempo erano chiamati ludi novendiales. Sembra che i cristiani imitassero quest’uso riguardo alla durata dei suffragi per le anime dei defunti. Guglielmo Durando, esimio liturgista medievale, ritiene che gli antichi cristiani facessero queste suppliche affinché le anime dei defunti trapassare fossero liberate ed associate ai nove cori degli angeli. Tale pratica con il tempo andò diminuendo e in seguito si celebrarono novendiali solo per i Cardinali ed i Papi. Questa forma di suffragio, oggi, è rimasta unicamente in uso nella Chiesa per la morte del defunto Sommo Pontefice. Alcuni fanno derivare da questo uso le novene odierne. Tuttavia questa tesi è ben difficilmente avvalorabile: la somiglianza riguarda soltanto il numero dei giorni, ma lo scopo del tutto diverso. Si può ritenere invece che le novene abbiano il loro fondamento nel fatto che la Vergine Maria e gli Apostoli, dopo l’Ascensione del Signore, si ritirarono nel Cenacolo a pregare in attesa della discesa dello Spirito Santo, la quale avvenne proprio dopo nove giorni di intensa preghiera (cfr. At 1, 14).

La Novena di Natale

I princìpi di tale pratica in preparazione al Natale la troviamo menzionata nel Concilio di Toledo del 694. Fu celebrata con zelo nella chiesa Toletana e tale consuetudine, confermata dall’autorità di Sant’Idelfonso, si estese a tutta la Spagna. Un vero sviluppo lo si avrà soltanto nel secolo XVII. In Italia fu introdotta per la prima volta nel 1618, nella Chiesa dei Frati Domenicani di S. Maria sopra Minerva in Roma, per opera del Padre Giacomo Cotta, Priore dell’Ordine Domenicano. Non essendovi prescrizioni della suprema autorità, il formulario fu lasciato all’arbitrio delle autorità locali che, a quanto risulta, approvavano le iniziative dei parroci e rettori. Ne nacque così una grande varietà di testi.

Tra i vari testi, è ormai tradizionale e tutt’ora in uso in molte Chiese la novena attribuita al P. Carlo Antonio Vacchetta, Prete della Missione, ed ispirata alla Liturgia: il cosiddetto “Canto delle Profezie”. Il testo si compone di un Invitatorio, che si alterna a Profezie, cui fanno seguito un Salmo, un Inno, l’Antifona del giorno corrente, il Magnificat e un’Orazione. Le singole parti del testo furono in gran parte prese dalla Liturgia, eccetto le Profezie, scelte con molta cura, ed il Cantico, composto quasi per intero da versetti tolti dalla Sacre Scritture. Vediamone brevemente le origini.

La prima volta che fu celebrata questa novena fu in preparazione al Natale del 1720 nella Chiesa dell’Immacolata dei Preti della Missione. Fra i missionari vi era il dotto e pio P. Carlo Antonio Vacchetta che era, come recita la biografia conservata presso gli Archivi della Casa della Missione di Torino,“maestro di sacre cerimonie e prefetto della chiesa e del canto”. Con l’amico e frequentatore della Casa, il Beato Sebastiano Valfrè, condivideva una particolare devozione al Mistero dell’Incarnazione e al Santo Natale. È in quel contesto di sincera pietà che fu composto ed eseguito il nuovo testo. A favorirne la diffusione fu la Marchesa Gabriella Marolles delle Lanze. Dopo una giovinezza burrascosa e spensierata, si sposò prima con il Conte Carlo Agostino di Sale delle Lanze e poi con il Marchese di Saluzzo. In seguito alla morte del secondo marito si diede ad una vita pia. Trasferitasi a Torino, in un palazzo vicino alla Congregazione della Missione di San Vincenzo de’ Paoli, frequentava la Chiesa di questo Istituto scegliendo come direttore spirituale il P. Domenico Amosso, superiore dei missionari di Torino. Particolarmente commossa dalle funzioni in preparazione al Santo Natale, stabilì nelle sue disposizione testamentarie che si facesse “ogni anno et in perpetuo la suddetta Novena” (Testamento notarile 2 ottobre 1724).

Il testo completo della Novena di Natale è reperibile al seguente link:

http://www.parrsanbiagio.eu/

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