sabato 30 gennaio 2010

31 gennaio: Domenica di Settuagesima


Sequéntia sancti Evangélii secúndum Matthǽum (20, 1-16)

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis parábolam hanc: Símile est regnum cælórum hómini patrifamílias, qui éxiit primo mane condúcere operários in víneam suam. Conventióne áutem facta cum operáriis ex denário diúrno, misit eos in víneam suam. Et egréssus circa horam tértiam, vidit álios stantes in foro otiósos, et dixit illis: Ite et vos in víneam meam, et quod iústum fúerit, dabo vobis. Illi autem abiérunt. Iterum autem éxiit circa sextam et nonam horam: et fecit simíliter. Circa undécimam vero éxiit, et invénit álios stantes, et dicit illis: Quid hic statis tota die otiósi? Dicunt ei: Quia nemo nos condúxit. Dicit illis: Ite et vos in víneam meam. Cum sero autem factum esset, dicit dóminus víneæ procuratóri suo: Voca operários, et redde illis mercédem, incípiens a novíssimis usque ad primos. Cum veníssent ergo qui circa undécimam horam vénerant, accepérunt síngulos denários. Veniéntes autem et primi, arbitráti sunt quod plus essent acceptúri: accepérunt autem et ipsi síngulos denários. Et accipiéntes murmurábant advérsus patremfamílias, dicéntes: Hi novíssimi una hora fecérunt, et pares illos nobis fecísti, qui portávimus pondus diéi, et æstus. At ille respóndens uni eórum, dixit: Amíce, non fácio tibi iniúriam: nonne ex denário convenísti mecum? Tolle quod tuum est, et vade: volo autem et huic novíssimo dare sicut et tibi. Aut non licet mihi, quod volo, fácere? an óculos tuus nequam est, quia ego bonus sum? Sic erunt novíssimi primi, et primi novíssimi. Multi enim sunt vocáti, pauci vero elécti.

Laus tibi, Christe.

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Traduzione italiana conforme alla versione CEI 2008


In quel tempo, [Gesù raccontò ai suoi discepoli questa parabola]: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

martedì 26 gennaio 2010

Pellegrinaggio alla Sindone dei Cattolici legati all’antica tradizione liturgica


Torino, 22 maggio 2010


PROGRAMMA


Ore 11.15 – Ritrovo presso la Chiesa della Misericordia, Via G. Barbaroux 41, Torino.

Ore 11.30 – Santa Messa cantata in latino secondo il Messale Romano del 1962.

Ore 13.00 – Processione verso il Duomo di Torino e visita alla Sacra Sindone.

Informazioni per i pellegrini


Le adesioni per la visita alla Sindone (prenotazione obbligatoria) e le richieste di informazioni devono essere inoltrate ai seguenti recapiti:

sindonetradizione@gmail.com

3476996141 (sig. Simone Ceresa)

La Chiesa della Misericordia è raggiungibile:

- In auto: possibilità di parcheggiare nell’adiacente parcheggio di Piazza Arbarello
- In treno: Stazione di Porta Susa (o di Porta Nuova con proseguimento in metropolitana)
- In metropolitana: Metro 1, stazione XVIII Dicembre

Eventuali pernottamenti possono essere prenotati tramite l’ufficio del turismo di Torino (www.turismotorino.org) o l’Opera Diocesana Pellegrinaggi (www.odp.it; info@odp.it; tel. 011.5613501).

sabato 23 gennaio 2010

24 gennaio: III Domenica dopo l'Epifania


Sequéntia sancti Evangélii secúndum Matthǽum (8, 1-13)

In illo témpore: Cum descendísset Iesus de monte, secútæ sunt eum turbæ multæ: et ecce leprósus véniens, adorábat eum, dicens: Dómine, si vis, potes me mundáre. Et exténdens Iesus manum tétigit eum, dicens: Volo. Mundáre. Et conféstim mundáta est lepra eius. Et ait illi Iesus: Vide, némini díxeris: sed vade, osténde te sacerdóti, et offer munus, quod præcépit Móyses, in testimónium illis. Cum áutem introísset Caphárnaum, accéssit ad eum centúrio, rogans eum, et dicens: Dómine, puer meus iacet in domo paralyticus, et male torquétur. Et ait illi Iesus: Ego véniam, et curábo eum. Et respóndens centúrio, ait: Dómine, non sum dignus, ut intres sub tectum meum: sed tantum dic verbo, et sanábitur puer meus. Nam et ego homo sum sub potestáte constitútus, habens sub me mílites, et dico huic: Vade, et vadit; et álii: Veni, et venit; et servo meo: Fac hoc, et facit. Audiens autem Iesus, mirátus est, et sequéntibus se dixit: Amen dico vobis, non invéni tantam fidem in Israël. Dico autem vobis, quod multi ab Oriénte, et Occidénte vénient, et recúmbent cum Abraham, et Isaac, et Iacob in regno cælórum: fílii autem regni eiciéntur in ténebras exterióres: ibi erit fletus, et stridor déntium. Et dixit Iesus centurióni: Vade, et sicut credidísti, fiat tibi. Et sanátus est puer in illa hora.

Laus tibi, Christe.

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Traduzione italiana conforme alla versione CEI 2008


In quel tempo: [Gesù] scese dal monte e molta folla lo seguì. Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita. Poi Gesù gli disse: «Guardati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l'offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».
Entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell'istante il suo servo fu guarito.

domenica 10 gennaio 2010

17 gennaio: II Domenica dopo l'Epifania


Sequéntia sancti Evangélii secúndum Ioánnem (2, 1-11)

In illo témpore: Núptiæ factæ sunt in Cana Galilǽæ: et erat mater Iesu ibi. Vocátus est autem et Iesus, et discípuli eius ad núptias. Et deficiénte vino, dicit mater Iesu ad eum: Vinum non habent. Et dicit ei Iesus: Quid mihi et tibi est, múlier? nondum venit hora mea. Dicit mater eius minístris: Quodcúmque díxerit vobis, fácite. Erant áutem ibi lapídeæ hydriæ sex pósitæ secúndum purificatiónem Iudæórum, capiéntes síngulæ metrétas binas vel ternas. Dicit eis Iesus: Impléte hydrias aqua. Et implevérunt eas usque ad summum. Et dicit eis Iesus: Hauríte nunc, et ferte architriclíno. Et tulérunt. Ut áutem gustávit architriclínus aquam vinum factam, et non sciébat unde esset, minístri áutem sciébant, qui háuserant aquam: vocat sponsum architriclínus, et dicit ei: Omnis homo primum bonum vinum ponit: et cum inebriáti fúerint, tunc id, quod detérius est. Tu autem servásti bonum vinum usque adhuc. Hoc fecit inítium signórum Iesus in Cana Galilǽæ: et manifestávit glóriam suam et credidérunt in eum discípuli eius.

Laus tibi, Christe.

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Traduzione italiana conforme alla versione CEI 2008


In quel tempo: vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le anfore»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l'acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

sabato 9 gennaio 2010

La Festa della Sacra Famiglia

La Festa della Sacra Famiglia è intimamente unita alle feste del ciclo natalizio ed epifanico. A Betlemme troviamo Gesù con Maria, sua Madre, e con S. Giuseppe. I tre mirabili personaggi costituiscono quella che noi, con piena ragione, chiamiamo Sacra Famiglia: sacra perchè santi i suoi tre membri e ancor più perchè uno di loro, Gesù, è l'Unigenito del Padre fatto uomo.
Concessa localmente da Papa Leone XIII nel 1893, estesa alla Chiesa universale da Benedetto XV nel 1921, questa festa è fissata nel calendario liturgico roncalliano per la forma straordinaria nella I Domenica dopo l'Epifania. Nel calendario liturgico postconciliare si festeggia invece nella Domenica fra l'Ottava di Natale o, in alternativa, il 30 dicembre, negli anni un cui il Natale cade di Domenica.
Lo scopo di questa solennità non è solo quello di rendere il debito onore alla Sacra Famiglia come corpo morale e di farci venerare Gesù, Maria e Giuseppe come membri di essa. La festa richiama alla nostra attenzione i disegni di Dio nella creazione e costituzione delle famiglie umane, l'importanza che esse hanno, lo spirito che le costituisce. E' urgente e quantomai doveroso il richiamo al modello della Sacra Famiglia, prototipo di ogni famiglia cristiana, proprio nel momento storico presente in cui non è nè stimata nè apprezzata ma bensì minata alle basi dalla mentalità relativistica odierna.

La liturgia odierna si sofferma sull'episodio dello smarrimento e del ritrovamento di Gesù dodicenne nel Tempio . Il brano ci fa gustare la sapienza e la docilità del Verbo di Dio. Il Bambino Gesù stupisce i dottori della Legge con i suoi insegnamenti ma, nello stesso tempo, si mostra sottomesso a Giuseppe e Maria nell'umiltà di Nazaret.
«Questo episodio evangelico rivela la più autentica e profonda vocazione della famiglia: quella cioè di accompagnare ogni suo componente nel cammino di scoperta di Dio e del disegno che Egli ha predisposto nei suoi riguardi. Maria e Giuseppe hanno educato Gesù prima di tutto con il loro esempio: nei suoi Genitori, Egli ha conosciuto tutta la bellezza della fede, dell’amore per Dio e per la sua Legge, come pure le esigenze della giustizia, che trova pieno compimento nell’amore (cfr Rm 13,10). Da loro ha imparato che in primo luogo occorre fare la volontà di Dio, e che il legame spirituale vale più di quello del sangue». (Benedetto XVI)

Atto di consacrazione alla Sacra Famiglia

Crediamo conveniente riprodurre la formula di consacrazione delle famiglie alla Sacra Famiglia: preghiera che sarebbe bene venisse rinnovata ogni anno nell'odierna festa.

O Gesù, Redentore nostro amabilissimo, che venuto ad illuminare il mondo con la dottrina e con l’esempio, la maggior parte della vita volesti passare umile e soggetto a Maria e a Giuseppe nella povera casa di Nazaret, santificando quella famiglia che doveva essere l’esempio di tutte le famiglie cristiane, accogli benigno la nostra che ora a te si dedica e consacra.
Proteggila, custodiscila, stabilisci in essa il santo timore, la pace e la concordia della cristiana carità, affinché uniformandosi al divino modello della tua famiglia possa conseguire l’eterna beatitudine.
Maria, Madre amorosa di Gesù e Madre nostra, con la tua pietosa intercessione rendi accetta a Gesù quest’umile offerta ed assicuraci le sue grazie e benedizioni.
O San Giuseppe, custode santissimo di Gesù e di Maria, aiutaci con le tue preghiere in ogni spirituale e temporale necessità, affinché possiamo insieme con Lei eternamente benedire il divino nostro redentore Gesù. Amen.

mercoledì 6 gennaio 2010

10 gennaio: Festa della Sacra Famiglia (I Domenica dopo l'Epifania)


Sequéntia sancti Evangélii secúndum Lucam (2, 42-52)

Cum factus esset Iesus annórum duódecim, ascendéntibus illis Ierosólymam secúndum consuetúdinem diéi festi, consummatísque diébus, cum redírent, remánsit puer Iesus in Ierúsalem, et non cognovérunt paréntes eius. Existimántes áutem illum esse in comitátu, venérunt iter diéi, et requirébant eum inter cognátos, et notos. Et non inveniéntes, regréssi sunt in Ierúsalem, requiréntes eum. Et factum est, post tríduum invenérunt illum in templo sedéntem in médio doctórum, audiéntem illos, et interrogántem eos. Stupébant áutem omnes, qui eum audiébant, super prudéntia et respónsis eius. Et vidéntes admiráti sunt. Et dixit mater eius ad illum: Fili, quid fecísti nobis sic? Ecce pater tuus et ego doléntes quærebámus te. Et ait ad illos: Quid est quod me quærebátis? nesciebátis quia in his, quæ Patris mei sunt, opórtet me esse? Et ipsi non intellexérunt verbum, quod locútus est ad eos. Et descéndit cum eis, et venit Názareth: et erat súbditus illis. Et mater eius conservábat ómnia verba hæc in corde suo. Et Iesus proficiébat sapiéntia, et ætáte, et grátia apud Deum et hómines.

Laus tibi, Christe.

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Traduzione italiana conforme alla versione CEI 2008


Quando [Gesù] ebbe dodici anni, salirono [a Gerusalemme] secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

martedì 5 gennaio 2010

Pubblicazione delle Feste Mobili dell'anno 2010 nell'Epifania del Signore


IN EPIPHANIA DOMINI POST EVANGELIUM MISSÆ SOLEMNIS SIC PRÆNUNTIATUR


Novéritis, fratres caríssimi, quod, annuénte Dei misericórdia, sicut de Nativitáte Dómini nostri Iesu Christi gavísi sumus, ita et de Resurrectióne eiúsdem Salvatóris nostri gáudium vobis annuntiámus.

Die trigésima prima ianuárii erit Domínica in Septuagésima.
Décima séptima februárii Dies Cínerum, et inítium ieiúnii sacratíssimæ Quadragésimæ.
Quarta aprílis Sanctum Pascha Dómini nostri Iesu Christi cum gáudio celebrábitis.
Décima tértia máii erit Ascénsio Dómini nostri Iesu Christi.
Vigésima tértia eiúsdem festum Pentecóstes.
Tértia iúnii festum sacratíssimi Córporis Christi.
Vigésima octáva novémbris domínica prima Advéntus Dómini nostri Iesu Christi, cui est honor et glória in sǽcula sæculórum. Amen.

Si dioecesana synodus habeatur, suo loco additur: Die...dioecesána synodus habébitur.

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I Parroci provvedano che le Feste Mobili, dopo il Vangelo della Messa dell’Epifania, vengano annunziate anche in lingua vernacola come segue:


Sappiate, fratelli carissimi, che come con l’aiuto di Dio ci siamo rallegrati della Nascita del nostro Signore Gesù Cristo, così oggi a voi annunciamo la gioia della Risurrezione dello stesso Salvatore con le date delle Feste che precedono e seguono la S. Pasqua:

31 gennaio – Domenica di Settuagesima
17 febbraio – Sacre Ceneri e principio del digiuno della sacratissima Quaresima.
4 aprile – Santa Pasqua.
13 maggio – Ascensione di N.S. Gesù Cristo.
23 maggio – Pentecoste.
3 giugno – Corpus Domini.
28 novembre – Prima Domenica di Avvento di N.S. Gesù Cristo, a Cui è lode ed onore nei secoli dei secoli. Amen.

6 gennaio: Epifania del Signore


Sequéntia sancti Evangélii secúndum Matthǽum (2, 1-12)

Cum natus esset Iesus in Béthlehem Iuda, in diébus Heródis regis, ecce Magi ab Oriénte venérunt Ierosólymam, dicéntes: Ubi est qui natus est rex Iudæórum? Vídimus enim stellam eius in Oriénte, et vénimus adoráre eum. Audiens autem Heródes rex, turbátus est, et omnis Ierosólyma cum illo. Et cóngregans omnes príncipes sacerdótum, et scribas pópuli, sciscitabátur ab eis, ubi Christus nascerétur. At illi dixérunt ei: In Béthlehem Iudæ: sic enim scriptum est per Prophétam: Et tu, Béthlehem terra Iuda, nequáquam mínima es in princípibus Iuda: ex te enim éxiet dux, qui regat pópulum meum Israël. Tunc Heródes, clam vocátis Magis, diligénter dídicit ab eis tempus stellæ, quæ appáruit eis: et míttens illos in Béthlehem, dixit: Ite, et interrogáte diligénter de púero: et cum invenéritis, renuntiáte mihi, ut et ego véniens adórem eum. Qui cum audíssent regem, abiérunt. Et ecce stella, quam víderant in Oriénte, antecedébat eos, usque dum véniens, staret supra, ubi erat puer. Vidéntes áutem stellam, gavísi sunt gáudio magno valde. Et intrántes domum, invenérunt púerum cum Maria matre eius, (hic genufléctitur) et procidéntes adoravérunt eum. Et apértis thesáuris suis obtulérunt ei múnera, áurum, thus, et myrrham. Et respónso accépto in somnis ne redírent ad Heródem, per áliam viam revérsi sunt in regiónem suam.

Laus tibi, Christe.

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Traduzione italiana conforme alla versione CEI 2008


Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero:
«A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, (si genuflette) si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

venerdì 1 gennaio 2010

3 gennaio: Santissimo Nome di Gesù


Sequéntia sancti Evangélii secúndum Lucam (2, 21)

In illo témpore: Postquam consummáti sunt dies octo, ut circumciderétur puer: vocátum est nomen eius Iesus, quod vocátum est ab Angelo priúsquam in útero conciperétur.

Laus tibi, Christe.

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Traduzione italiana conforme alla versione CEI 2008

In quel tempo: quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.